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Una carriera leggendaria (con New York Dolls, Heartbreakers, Gang War e poi solista), ma all’insegna della più fulgida attitudine da outsider. E una morte solo apparentemente banale, rimasta avvolta in dubbi e ombre, quel maledetto 23 aprile 1991.

di Andrea Valentini

Il 22 aprile 1991 Johnny Thunders parte dall’aeroporto di Colonia: destinazione New Orleans. Ha un paio di chitarre, le sue fedeli sacche di pelle, una valigia di abiti e un bel rotolo di dollari in contanti in tasca, frutto di un ricco tour giapponese e della rapida session in studio coi Die Toten Hosen. Dopo diverse ore di volo fa scalo a Chicago e telefona allarmato alla sorella Marian Bracken: ha perso il biglietto aereo, in aeroporto. Lei gli fa immediatamente arrivare del denaro con un vaglia telegrafico, che non viene mai riscosso. Non è chiaro come, ma Johnny arriva a New Orleans; prende un taxi e si fa lasciare – tra le 21:30 e le 22:00 – davanti all’hotel St Peter House, tra Burgandy e St Peter Street.

Lesley Carter (il receptionist in servizio quella sera): “Era vestito di nero dalla testa ai piedi e sudava. Temevo che mi svenisse addosso. Non era scortese. Era pallidissimo, sembrava quasi una geisha”. Gli viene assegnata la stanza numero 37: una cameretta con un letto solo, il televisore appeso al muro e un bagno microscopico. Johnny va subito a fare un giro in Bourbon Street, poi rientra in albergo e telefona alla sorella.

Marian Bracken: “Abbiamo parlato per un quarto d’ora più o meno. Stava da dio, mi ha detto che gli piaceva tantissimo lì, era pieno di gente che cantava per strada. Diceva che aveva guadagnato bene in Giappone e scherzando mi ha detto che forse per l’anno venturo avrebbe dovuto pagare le tasse perché aveva avuto delle entrate. Non gli era mai capitato”.
Dall’istante in cui Johnny chiude la telefonata, inizia una concatenazione di eventi che nessuno ha mai definito con certezza e a 20 anni di distanza resta avvolta nella nebbia.

Secondo Nina Antonia, biografa ufficiale di Johnny, dopo aver parlato con la sorella e il cognato Thunders fa amicizia con i vicini di stanza, due fratelli che si chiamano Marc e Mike Ricks. Si fanno un paio di canne, vanno a bere qualcosa in un bar, poi rientrano in hotel. A questo punto i Ricks tornano in stanza, dove cadono in un sonno profondo. Dopo un po’ vengono svegliati da alcuni colpi che provengono dalla stanza adiacente – li descrivono come “rumori di una rissa in cui nessuno parla”. Verso le otto del mattino l’addetta alla reception telefona a Johnny, che risponde e viene redarguito per il baccano fatto durante la notte. Si perdono le sue tracce fino alle 15:30 circa, quando durante la pulizia quotidiana delle camere il suo corpo viene ritrovato rannicchiato ai piedi dell’armadio; la stanza è nel caos.

[continua con la parte 2 – foto Herzco at en.wikipedia licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported]

Per saperne di più:

– New York Dolls su Discogs

– Heartbreakers su Discogs

– Gang War su Discogs

– Johnny Thunders su Discogs

Johnny Thunders cyber lounge